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Convergence Pollenzo: Food, Philosophy and Art

Inizio evento 04.04.2013 | Fine evento 05.04.2013


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Convergence Pollenzo: Food, Philosophy and Art

Se ci sia una relazione tra cibo e arte è una questione molto antica, che la filosofia si è posta fin da Platone. Ma oggi la domanda è ancora viva che mai, e contorna i vari discorsi sulla gastronomia e la cucina; innanzitutto al riguardo della capacità creativa dei cuochi, ma anche dello statuto stesso dell'arte nell'epoca della riproducibilità tecnica, delle immagini e dell'estetizzazione della vita quotidiana. Quale arte per la cucina? Esiste un'arte naturale nel cibo? Quale è il rapporto tra estetica ed etica per l'esperienza gastronomica? Che relazione c'è tra immagine , suono, gusto? E' possibile una somaestetica del cibo? Per la prima volta, un convegno internazionale discuterà in modo approfondito e performatico su queste e altre domande, mettendo a confronto, in una prospettiva trans-disciplinare, cuochi, filosofi e semiologi, studenti e artisti, ricercatori e appassionati. Non solo comunicazioni frontali, secondo la tradizione convegnistica; ma anche workshops e interazione tra competenze e prospettive diverse - per un think tank complessivo sul presente del pensiero alimentare che parte dalla questione dell'arte.

 
 
L’opera consiste nel cuocere cibi messi dentro tre forme scultoree di alluminio sistemate in un grande bracere a cielo aperto per diverse ore. Al termine della cottura le forme chiuse, che lasceranno solo intuire lo scopo della performance, verranno aperte per condividere l’esperienza e mangiare insieme agli invitati. Come ad un banchetto.
 
 
Questo progetto è l’ultima esperienza di contaminazione tra arte e cibo iniziata in occasione della 48° Biennale di Venezia e che ancora oggi rappresenta per Andrea Salvetti un tema di grande interesse e al quale dedica sempre molto tempo. Le installazioni e le performance che ne escono si caratterizzano per l’approccio diretto, duro e scontroso con il quale l’autore mette in relazione l’atto essenziale della nutrizione con le dinamiche effimere e le sfumature dell’arte. Esperienze sempre coinvolgenti che non si concentrano sull’aspetto estetico e decorativo ma che invece cercano sempre la partecipazione fisica degli intervenuti e la degustazione delle opere stesse fino a includere la comprensione della materia dell’arte quindi anche la digestione.
 

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